Visualizzazione post con etichetta belvette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta belvette. Mostra tutti i post

mercoledì 12 dicembre 2012

Basta un poco di zucchero...


In questo particolare momento in cui si sentono tante brutte notizie, un po' di zucchero sicuramente fa bene a tutti!!! 
Quando sono giù di solito guardo le mie bimbe e mi passa tutto. A volte basta uno sguardo, un sorriso, un gesto, una piccola semplice frase... niente arriva per caso.

Mi piace molto questa iniziativa di Chiara del blog MaCheDavvero, oltretutto quest'anno sostiene il nostro Ospedale dei bambini (con le belvette siamo di casa!!!)

#leaveamessage ovvero il 14 dicembre scrivete bigliettini con pensieri positivi e lasciateli in giro per la città, dove corrono un alto rischio di essere trovati. Metro, scuola, palestra, lavoro, ospedali etc... lo sta facendo anche il personale del Meyer!!!

E allora proviamo a spargere amore, e magari proviamo a coinvolgere anche i nostri piccini (a loro viene naturale)... per chi non sa scrivere magari un bel disegnino a corredo di una frase scritta dalla mamma o dal papà! 

Poi visto che ci avviciniamo al Natale anziché i soliti regali perché non acquistare un bel regalino solidale per finanziare il Meyer?!

Io partecipo e voi?!

Scaricate la locandina e per maggiori dettagli...

martedì 20 novembre 2012

Conciliazione, tra lavoro, famiglia e... tutto il resto!

La questione centrale è sempre il tempo.

Al primo posto, una volta diventate mamme, mettiamo i figli.
Anch'io, che ho sempre sostenuto di non avere il "senso materno", né prima né dopo esser diventata mamma, ho la necessità di mettere al primo posto loro: i due piccoli "angioletti" che riempiono la mia vita.

E decisamente la vita me l'hanno cambiata drasticamente: ho lasciato il posto di lavoro dove mi trovavo tanto bene (tipo di lavoro, colleghi, capi, ambiente ecc...) per avere più tempo per loro.
Fino ad allora non mi ero mai posta il problema.
Lavorare 8/9 ore, stare fuori di casa anche 10 ore e più era normale. Poi il tempo per tutto il resto lo si trovava comunque (marito, palestra, cose-di-casa, amici, studio, famiglia distribuita in giro per l'italia...).

Ma quando diventi mamma le priorità cambiano e soprattutto i tempi cambiano.
Il tempo è la risorsa più scarsa e più preziosa che abbiamo!
E quando arrivano i bambini, per loro il tempo è ancora più prezioso.

Spesso sento parlare di tempo di qualità.
E' sulla qualità che si deve lavorare!
Conciliazione è sinonimo quindi di |tempo di qualità| e di |flessibilità|

Non è giusto che le donne si trovino costrette a rinunciare al lavoro per i figli!
I bambini preferiscono una mamma serena, perché magari si sente realizzata nel lavoro, anche se per poco tempo... ma di qualità!!!

Io quando sono diventata mamma ho scelto un lavoro a 36 ore, anziché 40, che poi ho dovuto ridurre a 30 per motivi di salute della piccina... non è stata una scelta facile (oltre anche i risvolti economici da non sottovalutare). In effetti non sono molto soddisfatta. Quindi parlo col senno di poi.

Il tempo parziale non è la soluzione. Per i bimbi il tempo non basta mai! E per le esigenze familiari neppure!!!
Sono anche convinta che neppure i nidi aziendali lo siano... sarò particolarmente "fortunata" ma le mie due belvette hanno passato più tempo a casa malate (e che belle malattie!!!) che al nido.

Conciliazione secondo me è flessibilità e organizzazione.
Flessibilità mentale, saper rinunciare a qualcosina, e organizzarsi per avere il tempo di cui i bimbi hanno bisogno! Essere a casa alle 16 ma poi mettersi a sistemare casa, portare i bimbi a far la spesa, oppure accompagnarli alle attività... è questo quello di cui hanno bisogno!?
Sicuramente per loro è più preziosa la mezz'ora sul divano a leggere una storia la sera prima di dormire, cantare una canzone, far le capriole o provare a far la ruota in salotto insieme alla mamma o al papà. Sereni senza pensieri, anche solo per 30 minuti!

Se poi ci vogliamo immaginare un'utopistica realtà sociale/aziendale, dovrebbero esistere:

1. Flessibilità di orario
Non è detto che si debba lavorare meno ore.. si possono fare turni più concentrati (alcune mie amiche li fanno) e magari incrociati con il padre. Ad es. la mamma entra prima la mattina e il padre accompagna i bimbi a scuola. La mamma esce prima, magari c'entra anche una spesa, e poi li va a prendere.


2. Flessibilità in entrata/uscita
Le fasce d'orario esistono in alcune realtà aziendali, l'importante è assicurare la fascia obbligatoria. Lavoro a turni?! All'occorrenza ci sono i permessi... se i colleghi sono disponibili (non sempre dipende dal capo!).


3. Flessibilità = banca ore
Ovvero se oggi non faccio 8 ore magari i minuti in meno li recupero domani. In alcuni luoghi di lavoro esiste la "flessibilità" mensile ad esempio, una sorta di banca ore autonomamente gestibile, che deve quadrare entro il mese, o a volte entro il successivo.

Ma non tutti i tipi di lavoro possono essere flessibili... allora?

4. Supporto sociale
Per chi non ha nonniSitter e non si può permettere babySitter può organizzarsi con la rete amicale. Oppure organizzarsi con babySitter disposte a tenere più bambini. I bambini si divertono se stanno con gli amichetti... ma senza le maestre!!!


Sinceramente noi siamo fortunati. Non abbiamo nonni disponibili (sono tutti sparpagliati per la penisola) ma abbiamo tanti amici (con bambini e non) disponibili! Nonni adottivi, zie adottive... In 2 comunque riusciamo ad alternarci ed organizzarci con gli orari e gli impegni.
Pensate che io riesco anche a trovare anche il tempo per studiare - #progettotesi - e il maritozzo anche per la sua passione da guruNerd (##### vedi digital family) ed entrambi troviamo anche il tempo per un minimo di vita sociale (da single e da coppie-con-bambini)!!!


Ok, lo ammetto. Si dorme proprio poco.... ma a qualcosina si deve pur rinunciare no!?


giovedì 11 ottobre 2012

L'arte dell'esser birillo

Ci sono quei periodi nella vita che non te ne va una diritta, particolarmente sfigati, in cui spesso ti vien da pensare "eccheccavolo tutte a me!", oppure "vabbeh, tanto peggio di così"... e comunque "c'è sempre chi sta peggio, non ci si può lamentare".

Eccoci qua.
Di nuovo a fare il birillo.
Perché forse nella vita precedente ero davvero un birillo, o forse, a mia insaputa, c'è un concorso a premi e vince chi mi tira in terra... insomma stamattina ho fatto un altro incidente col motorino!

Un altro sì perché sarà la terza (o quarta?!... ho perso il conto) volta che mi buttano in terra.
Non è che io goda a baciar l'asfalto.
Anche questa volta sono stata fortunata... ma insomma. Si potrebbe anche fare basta!!!

Proprio stamani che ero partita entusiasta della mia nuova vita da blogger... non è da tutti i giorni avere un posto dove pubblicare i propri deliri mentali! Un posto dove poter mettere nerosubianco le mie impressioni, emozioni, esperienze, ansie... insomma tutto ciò che fa frullar i miei (vabbeh, forse non così tanto numerosi) neuroni.

Ecco che mi hanno fatto tornare sulla terra... anzi proprio per terra!!
Sembravo una bella pallina del flipper quando rimbalza da un disco all'altro... due macchine si sono giocate il mio motorino! Una manco s'è fermata a raccattare la frittatina, ma con la ragazza dell'altra macchina ci siam fatte delle belle foto ricordo :-/. E' sempre un'esperienza da ricordare!

E comunque rieccomi di nuovo acciaccata come una vecchietta :-((

Mi toccherà appendere il casco al chiodo... almeno finché non riesco ad essere una pendolare su breve distanza. Eppure odio usare la macchina, odio stare in coda, odio perder tempo nel traffico quando invece ogni secondo è prezioso!

Il tempo è ciò che rincorro ogni giorno... e con due piccole belvette smaniose di mamma diventa ancora più prezioso! E quando più corro e cerco di incastrar tutto arrivano le fermate. L'evento che mi abbatte e mi fa fermare a riflettere.

Vediamo se anche dolorante e collarizzata riesco a tirar fuori qualche postarello utile e dilettevole.

Vedremo nelle prossime ore, minuti, secondi....