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sabato 2 febbraio 2013

Questionario chiuso: e ora al lavoro!

Eccoci giunti al termine della pubblicazione del questionario.

Il risultato è stato più che buono, ho raccolto 259 questionari, tutti da analizzare!

Sono stati giorni faticosi, per l'elaborazione della tesi, adesso manca solo di inserire questo ultimo pezzo di puzzle disegnato grazie a voi!

Nell'attesa dei risultati finali voglio ringraziare tutte le mamme che hanno gentilmente contribuito a questo progetto, incontrate nei forum o sui social network, quelle che fino ad oggi mi hanno supportato e sopportato anche su twitter e facebook e nelle altre occasioni di interazione (altri blog, articoli o iniziative).

Di tutto questo, e di tutte voi (noi), parlerò nella tesi... spero nel modo migliore.

Se qualche volta vi capiterà di passare da queste pagine e magari vorrete commentare, anche criticando o condividendo, le riflessioni che riuscirò ancora a pubblicare ve ne sarò davvero grata e cercherò di tenerne conto nella stesura della tesi... fino a quando mi sarà possibile.

Ovviamente il lavoro completo lo pubblicherò dopo la discussione, prevista per fine aprile....dita incrociate pleeeeaaaseeee!!! ;-)


martedì 15 gennaio 2013

Chi sono le mamme?

Bella domanda!

Non le mamme online, già sarei un pezzo avanti.
Sto parlando delle "mamme".

No, non è così banale... a me almeno apre un universo.

Ci sto appunto riflettendo per il #progettotesi, perché voglio parlare di noi.
E sto provando a raccontare il mio piccolo, povero, punto di vista.

La riflessione parte da qui:

[...]

Per mamma si intende una “persona, in genere donna, che genera e/o che si occupa di qualcuno facendogli da madre o da guida morale e spirituale”... questo dice il "dizionario"

La mia ricerca riguarda le aspiranti mamme, neo mamme, e mamme già “avviate” che utilizzano abitualmente il web 2.0 e i suoi ambienti.

Per essere mamme, secondo me, non è necessario avere partorito un figlio: il solo desiderio di maternità, quella forte necessità di donare ad un altro essere umano quell'amore “in più” che la coppia da sola non può contenere, fa diventare una donna mamma. Per questo possiamo considerare mamme le donne che cercano, che attendono, che hanno partorito o che hanno adottato dei figli.

Le mamme sono donne dunque. Non sono esseri perfetti.
Questo è ciò che emerge dalle narrazioni e dalle discussioni che animano il Web.

Forse qualche anno fa sulla rete l'immagine che traspariva era quella patinata di una mamma stereotipata, la donna che annulla se stessa per il figlio, devota alla sua condizione di mamma tanto da rinunciare alla propria “vita” e alla propria “carriera” ma pur sempre felice e senza incertezze.

Osservando oggi le discussioni sul tema appare chiaro che questa è un'immagine ormai superata.

[...]

Sul tema mi ha incuriosito il dibattito che ha seguito l'articolo di Flavia Rubino "I figli delle mamme in carriera" pubblicato su Donna Moderna Bambino e che continua a far discutere e riflettere.

Un altro articolo interessante è quello di Antonella Pfeiffer che già dal titolo promette bene "Mommy War – La guerra delle mamme" e che consiglio di leggere.


Quando ho iniziato a pensare al mio #progettotesi sulle mamme online avevo le idee chiare. Ai tempi decisi  di scrivere una tesi sulle mamme (approvata!?) perché mi ero imbattuta per caso in alcune ricerche in cui le mamme venivano descritte come esseri sfigati, reietti, condannati, loro malgrado, a pulir sederini, preparare pappe e inventarsi giochini per far passare il tempo a quelle iene dei loro pargoli.

Ma come! Le mamme non sono questo!
L'immagine che avevo era chiara... volevo far la testimone orgogliosa delle mamme e portare trionfalmente alla luce la verità sulle paladine della società, esseri straordinari e dotati di grande energia, forza e talento, in grado di superare tutti gli ostacoli, culturali, sociali e fisici, capaci di comprendersi e sostenersi in qualsiasi occasione e necessità....

Ed è ancora questo che voglio raccontare!!!

No, essere una mamma non è una colpa!

Sì, siamo tutte diverse, un "universo plurale"... e talvolta ci piace anche discutere ammettiamolo.

Ma qualcosa in comune lo abbiamo. Solo una mamma riesce a capire cosa significano i messaggi del video che segue:



E voi che dite?

lunedì 10 dicembre 2012

Sembra ieri... oggi sono 15


Oggi è un giorno speciale... sì insomma, non un giorno come tutti gli altri. Un giorno triste.

15 anni fa c'era il sole. Una di quelle giornate invernali con il cielo limpido, l'aria fine.
Non era particolarmente freddo... ricordo che mi ero alzata presto, che mia mamma mi aveva detto di non andare a lavorare, ma io avevo promesso di dare un passaggio alle mie amiche.
Non potevo restare.

Quel giorno ci hai lasciate.
Lo sapevamo, il momento era vicino... forse lo sentivo quando guardavo il cielo, così vicino ai monti che dovevo superare per tornare a casa, uscita di corsa da lavoro... non sono arrivata in tempo.

Ci hai dato tanto, eri tutto per noi, la nostra roccia, il nostro motore.
Eri così speciale che era un peccato farti restare quaggiù... 

La tua forza, il tuo spirito vive in noi. So che non ci lascerai mai sole.

In questi anni le tue due gioie sono diventate mamme... anch'io la tua "pecora nera"!
E la tua Marta è una supernonna pendolare bionica ma di grande spirito.

Oggi siamo lontane, come spesso succede negli ultimi anni.
Oggi con te siamo unite. 
Grazie!!! 
Buon viaggio papino :-)


giovedì 22 novembre 2012

Perché parlar di mamme

Un'immagine dal passato: in albergo a Riccione, per un anticipo di viaggio di nozze (quello vero in Egitto eh!!), momento del pasto, io e la mia dolce metà coi cuoricini negli occhi che veniamo disturbati dal tormentoso pianto di un bambino che non voleva mangiare (l'età non conta più di tanto... "era un piccolo mostro"). Orrore!!! Disgusto!!! Ma possibile!!! Insopportabile lui e i genitori disgraziati e rompiballe! Ma che ci facevano lì?!

Da quando siamo diventati "genitori", stranamente ad entrambi, è tornata spesso in mente quella "immagine"... e i nostri pensieri del momento.

... diventi mamma e tutto si trasforma.

[non affrontiamo la condizione di PADRE e il punto di vista "leggermente" diverso]

I piccoli mostri diventano "fagottini".

I pianti del tuo fagottino accendono un interruttore, che parte dallo stomaco e arriva al sistema nervoso centrale, e ti attiva immediatamente nella ricerca/risoluzione del problema.

I pianti degli altri bambini diventano una melodia (non è il mio... evvai!!!!).

Insomma acquisisci uno status che nessuno mai ti potrà più togliere.

Certo col tempo si evolverà, si trasformerà (non oso immaginare l'adolescenza) e si affievolirà fino a diventare un ricordo un po' contorto (lo stadio nonne/suocere).
Ma una volta diventate mamme non si torna indietro.

TUTTO cambia!
Diventi mamma e ti si "aprono" gli occhi.

Ti accorgi poi che intorno a te esistono altre mamme in grado di condividere, comprendere e partecipare delle tue stesse emozioni, i tuoi stessi pensieri... e tutto è magicamente automatico.

Solo altre mamme ti possono capire... per questo l'aggregazione è quasi automatica!

A partire da questo, intorno a questo, per arrivare alle sue varie sfumature "online", costruirò il mio ragionamento...


Incontrai, un anno dopo la nascita della prima bimba, l'ostetrica che tenne il corso pre-parto. Nel frattempo anche lei aveva avuto la sua prima figlia. Mi disse: "Adesso il mio corso è completamente diverso. Non avevo idea...."

martedì 20 novembre 2012

Conciliazione, tra lavoro, famiglia e... tutto il resto!

La questione centrale è sempre il tempo.

Al primo posto, una volta diventate mamme, mettiamo i figli.
Anch'io, che ho sempre sostenuto di non avere il "senso materno", né prima né dopo esser diventata mamma, ho la necessità di mettere al primo posto loro: i due piccoli "angioletti" che riempiono la mia vita.

E decisamente la vita me l'hanno cambiata drasticamente: ho lasciato il posto di lavoro dove mi trovavo tanto bene (tipo di lavoro, colleghi, capi, ambiente ecc...) per avere più tempo per loro.
Fino ad allora non mi ero mai posta il problema.
Lavorare 8/9 ore, stare fuori di casa anche 10 ore e più era normale. Poi il tempo per tutto il resto lo si trovava comunque (marito, palestra, cose-di-casa, amici, studio, famiglia distribuita in giro per l'italia...).

Ma quando diventi mamma le priorità cambiano e soprattutto i tempi cambiano.
Il tempo è la risorsa più scarsa e più preziosa che abbiamo!
E quando arrivano i bambini, per loro il tempo è ancora più prezioso.

Spesso sento parlare di tempo di qualità.
E' sulla qualità che si deve lavorare!
Conciliazione è sinonimo quindi di |tempo di qualità| e di |flessibilità|

Non è giusto che le donne si trovino costrette a rinunciare al lavoro per i figli!
I bambini preferiscono una mamma serena, perché magari si sente realizzata nel lavoro, anche se per poco tempo... ma di qualità!!!

Io quando sono diventata mamma ho scelto un lavoro a 36 ore, anziché 40, che poi ho dovuto ridurre a 30 per motivi di salute della piccina... non è stata una scelta facile (oltre anche i risvolti economici da non sottovalutare). In effetti non sono molto soddisfatta. Quindi parlo col senno di poi.

Il tempo parziale non è la soluzione. Per i bimbi il tempo non basta mai! E per le esigenze familiari neppure!!!
Sono anche convinta che neppure i nidi aziendali lo siano... sarò particolarmente "fortunata" ma le mie due belvette hanno passato più tempo a casa malate (e che belle malattie!!!) che al nido.

Conciliazione secondo me è flessibilità e organizzazione.
Flessibilità mentale, saper rinunciare a qualcosina, e organizzarsi per avere il tempo di cui i bimbi hanno bisogno! Essere a casa alle 16 ma poi mettersi a sistemare casa, portare i bimbi a far la spesa, oppure accompagnarli alle attività... è questo quello di cui hanno bisogno!?
Sicuramente per loro è più preziosa la mezz'ora sul divano a leggere una storia la sera prima di dormire, cantare una canzone, far le capriole o provare a far la ruota in salotto insieme alla mamma o al papà. Sereni senza pensieri, anche solo per 30 minuti!

Se poi ci vogliamo immaginare un'utopistica realtà sociale/aziendale, dovrebbero esistere:

1. Flessibilità di orario
Non è detto che si debba lavorare meno ore.. si possono fare turni più concentrati (alcune mie amiche li fanno) e magari incrociati con il padre. Ad es. la mamma entra prima la mattina e il padre accompagna i bimbi a scuola. La mamma esce prima, magari c'entra anche una spesa, e poi li va a prendere.


2. Flessibilità in entrata/uscita
Le fasce d'orario esistono in alcune realtà aziendali, l'importante è assicurare la fascia obbligatoria. Lavoro a turni?! All'occorrenza ci sono i permessi... se i colleghi sono disponibili (non sempre dipende dal capo!).


3. Flessibilità = banca ore
Ovvero se oggi non faccio 8 ore magari i minuti in meno li recupero domani. In alcuni luoghi di lavoro esiste la "flessibilità" mensile ad esempio, una sorta di banca ore autonomamente gestibile, che deve quadrare entro il mese, o a volte entro il successivo.

Ma non tutti i tipi di lavoro possono essere flessibili... allora?

4. Supporto sociale
Per chi non ha nonniSitter e non si può permettere babySitter può organizzarsi con la rete amicale. Oppure organizzarsi con babySitter disposte a tenere più bambini. I bambini si divertono se stanno con gli amichetti... ma senza le maestre!!!


Sinceramente noi siamo fortunati. Non abbiamo nonni disponibili (sono tutti sparpagliati per la penisola) ma abbiamo tanti amici (con bambini e non) disponibili! Nonni adottivi, zie adottive... In 2 comunque riusciamo ad alternarci ed organizzarci con gli orari e gli impegni.
Pensate che io riesco anche a trovare anche il tempo per studiare - #progettotesi - e il maritozzo anche per la sua passione da guruNerd (##### vedi digital family) ed entrambi troviamo anche il tempo per un minimo di vita sociale (da single e da coppie-con-bambini)!!!


Ok, lo ammetto. Si dorme proprio poco.... ma a qualcosina si deve pur rinunciare no!?


mercoledì 10 ottobre 2012

1000 +n

1000 +n sono i post che vorrei scrivere.
Sono anni che sento parlar di blog, ogni tanto mi imbatto in qualche blog di qualcunoacaso, mentre sto facendo una ricerca con google per qualcosaacaso, visto che per qualsiasi cosa che mi viene in mente, guarda caso, la risposta la vado a cercar sempre su internet.
Fonte inesauribile di risposte... e quasi (dico quasi) sempre utile... senza esagerare troppo eh!

Eccomi qua a far l'esperimento del blog.

Perché ora?!
Perché devo scrivere La Tesi!
Sì alla mia veneranda età (ué non esageriamo)... insomma diciamo un "pochettino" fuori corso, finalmente sono arrivata al "traguardo" della tesi.

Vediamo un po'.. il titolo?! Boh?!?! L'argomento!?!?
Qualcosa di "semplice" perché sarebbe anche l'ora di chiuderla con questa benedetta università... se non voglio arrivare davvero alla terza età!
Quel qualcosa di semplice ha a che fare con il web, social network, forum, vabbè mettiamoci anche i blog, e le mamme! Sì, sì, le donne ma anche mamme!
Perché le ore diventan giorni, i giorni anni e ti ritrovi ad essere fuori di casa, poi moglie, poi mamma... insomma è un attimo!
Quindi un argomento che un pochettino riguarda anche me!

E poi le cose da fare sono sempre tante! Oltre al lavoro ovviamente.
E chi ha avuto tempo prima!?!?

Si inizia a 20 anni, si va via di casa, invece di studiare intanto lavoricchi un po', poi gli amici, le uscite, incontri per caso un tipo strano, tra tanti tipi strani il più strano, insomma proprio quello strano che fa per te, poi decidete di fare una festa, durante questa festa per sbaglio ti sposi, poi per caso ti cresce la pancia, poi ti fai un debito per 20 anni, poi ti fai (nel senso che fisicamente ti metti a scrostar muri, infissi ecc...) i lavori di casa, nel frattempo cambi 3/4 lavori, amici nuovi, la pancia cresce di nuovo, ti fai un concorso (visto che avanza tempo)... e ti ritrovi a 37 anni che ancora devi scrivere questa benedetta tesi.

Visto poi che "lavori coi computer" da più di 23 anni bisognerà che in qualche modo ci infili un po' di informatica no!? E dove stanno quelle come me!? Sul web!
E allora ci devo stare anch'io per poter parlare di loro.
E quindi vai col blog, e un po' di tempo da dedicare anche a questo.

Ho sempre avuto un diario... dei miei deliri.
Le ultime righe probabilmente risalgono al lontano 2002... non ho più trovato il tempo per scrivere.
Ma mi è tornata la voglia.
Sarà anche un posto pubblico dove mettere nero su bianco i miei pensieri ma sicuramente è più comodo della carta (non sono più abituata ad usare la penna... vedi la sofferenza fisica dell'ultimo esame scritto!!!), non ho segreti con nessuno quindi non ho problemi a parlar di me (già tormento tutti quelli che mi stanno intorno) e poi ho pure scoperto che fa proprio bene parlar di sé!!!

La prenderò come terapia del benessere!

Ne avrò da dire (scrivere) quindi nei prossimi post!